lunedì 15 dicembre 2008

Lucca posts: Don Zauker

Il buon vecchio Don Zauker.
Ricordo la mia prima Lucca: colori e gente come non ne avevo mai visti nel mondo delle nuvole parlanti. Mi avvicinai allo stand con i giornali finti esposti, iniziai a curiosare fra i volumi spillati. Dell'esorcista mi colpì subito la copertina: salame in mano, uno splendido rosone sullo sfondo. Fu l'unico volume che presi, evitando Troio, Fava di Lesso, Luana e altre amenità. Attesi con pazienza di avere la mia firma, Pagani e Caluri mi presero in giro come sanno fare loro: che non puoi non ridere. Presi anche una maglietta nera a maniche lunghe, con il Don che tuonava "Dio ti guarda! Vestiti a modino": ogni volta che la indosso fa la sua porca figura.
Don Zauker, secondo avvento: poco da dire. Se piace l'ironia dissacrante a la Vernacoliere può essere una lettura divertente, con momenti particolarmente gustosi. Forse l'impatto è meno dirompente della prima raccolta, e questo un pò perchè non è più una novità, un pò perchè alcune battute ormai mostrano una struttura abbastanza ripetitiva. I disegni rimangono sempre spettacolari, con istantanee da poster del nostro mentre dà fiato alla propria particolarissima visione religiosa. Certo, ci sono poche belle donne, e vista l'abilità di Caluri nel disegnare pezzi di figliole, verrebbe quasi da dire che al lettore (e al protagonista, anche se in mancanza d'altro, si sa, riesce sempre ad accontentarsi) è negato un effetto speciale.
Degna di nota (forse perchè spezza la limitante struttura di racconti in due pagine) la storia "lunga" finale (doppia rispetto al consueto), con un'impostazione più seria del solito, e quindi a modo suo più feroce.

"Ho sentito parlare molto di lei, don Zauker"
"Bene. Spero allora che abbiate la cortesia di dirmi da chi, e la ragionevolezza di farlo spontaneamente."

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