lunedì 29 dicembre 2008

Nè qui nè altrove

Lavori lontano, anche se non troppo, ti sei costruito la tua esistenza ed anni di nuove esperienze in altri contesti, sfondi diversi. Eppure ogni natale ritorni a casa, ripercorri quella strada che dalla stazione porta alla traversa di Corso Cavour, prendi possesso della stessa stanzetta dove tante piccolissime cose sono successe. E cammini in riva a quel mare e quei lampioni, rivedi il profilo della città vecchia con la cattedrale che svetta, assapori i suoni alieni che sono stati i tuoi suoni per ventiquattr'anni. E' tutto qui, tutto immobile, con dettagli ai bordi che sfumano verso nuovi colori, elementi inattesi e crepe che ti fanno capire il tempo, il tempo che passa fregandosene di quella letterina al tuo babbo Natale privato, quella in cui esprimevi il banale desiderio di rimanere un eterno Peter Pan in una cristallizzata isola che non c'è.

Bari a Natale è come un rito doloroso e dolce.

Poi arriva questo libricino di Carofiglio, questo esperimento che parte come una guida turistica alternativa. E ci sono amici che si ritrovano, come succede a te, che si ritrovano per salutarsi e tornare alle proprie esistenze, che ripercorrono i vecchi luogi puntando il dito verso momenti nei quali sembrava tutto possibile. Lo stile è sempre il suo, semplice, piano, scorrevole, efficace, magari a volte ruffiano, dolce, nel suo perenne equilibrio fra malinconia, sorriso, riconoscimento, saggezza ed ironia leggera sugli ingranaggi di tutto ciò che sta intorno, di tutto ciò che chiamiamo mondo.
Francamente non so che effetto può fare ad uno che non sia mai stato a Bari, che non abbia mai camminato per i nostri quartieri caotici, pericolosi ed a modo loro affascinanti, che non sappia qual è l'unica, vera, inimitabile focaccia, ovvero il cibo più proletario e gustoso del mondo.
Di sicuro leggere "nè qui nè altrove" qui ed ora è stata una splendida coincidenza ed un fantastico regalo di natale.

Un sentito grazie a Gianrico Carofiglio.

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