giovedì 11 dicembre 2008

Okkervil River @ Circolo Artisti

2008-11-20

E' passato un pò, chissà perchè non ho postato niente. Non è un obbligo, lo so, ma le cose inutili sono quelle necessarie, come dicono in enoteca, quindi voilat, qualche parola sull'evento, sporcata dall'effetto-nebbia della mia memoria mai così in sciopero.

Gli Okkervilli sono stati una delle sorprese per la coppia uffiduffi, uno dei concerti più belli dell'anno scorso. Avevamo cerchiato di rosso la data del loro ritorno da parecchio, certi che lo spettacolo si sarebbe ripetuto. Poi è venuto l'ascolto di "The Stand-ins", ovvero del loro cd più "classic-rock". Un lavoro orecchiabile e con tutti gli ingredienti tipici della band, ma che sembra a tratti stanco e di maniera. Ho faticato a terminarlo, ed i ripetuti ascolti, invece di farmi piacere o per lo meno abituarmi ai pezzi, hanno sottolineato la mia personale incompatibilità con il country in dosi oltre una certa soglia, nonchè una certa allergia maturata per le code allungate (e magari corettose) di certe canzoni. Si dica quello che si vuole, ma "the stage names" e "black sheep boy" sono, oltre che una spettacolare accoppiata, un gradone sopra quest'ultimo (poi chi legge qui scopre che stand-ins viene dalle stesse session di registrazione di stage names... e che vi devo dire: non ho capito una mazza come al solito).


Concerto: alla fine ci sono andato da solo. Uffi non ce la faceva, io stavo per essere sopraffatto dalla stanchezza, ma ho resistito. Niente Blake/e/e/e: spalla annullata (peccato). Pubblico folto e caloroso. Loro, gli headliner, sono sempre bravi e coinvolgenti, Will Sheff è una combinazione di carisma, passione e splendida semplicità. Novità al suo fianco: una chitarrista solista (e polistrumentista: si dedica anche a banjo, slide guitar e una chitarrina simil banjo) inguainata in abito scuro "da acchiappo" e concentratissima nella sua diligente performance sulla sei corde. Forse un filo troppo precisa a dirla tutta: fa quello che deve, anzi, fa esattamente le note che le sono richieste, in maniera meccanica, formalmente impeccabile, ma poco interpretata. Così succede che il volume basso dell'acustica di Sheff non è adeguatamente compensato da un maggiore contributo elettrico da parte di lei, da un adattamento al contesto, insomma. Ma magari sono io a chiedere troppo. In ogni caso è un pelo nell'uovo, che nasce dal fantastico ricordo del concerto precedente, perchè comunque lo spettacolo fila via divertente e rilassante, come speravo e come gli okkervilli sanno fare. "The stand ins" è rappresentato da (fortunatamente) pochi pezzi, il resto è uno splendido mix degli album precedenti. "For real" è sempre lei, fantastica, la migliore.


Fine concerto: duffi si dota di maglietta blu stinto okkervillesca e migra verso il letto con un sorriso.
Per un resoconto ben più dettagliato: cliccare qui

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